Le 10 meraviglie


1 - Basilica di San Marco

Il cuore di Venezia è la Basilica di San Marco, ricca di scintillii dorati e richiami all'Oriente, vero simbolo della grandezza dei Dogi e della Repubblica di Venezia. La prima chiesa venne costruita nel 828 per custodire le reliquie di San Marco trafugate ad Alessandria d'Egitto, l'attuale edificio è datata a partire dall'anno Mille. In tutti i secoli successivi è stata arricchita di preziosi elementi molti dei quali facevano parte del bottino frutto del sacco di Costantinopoli avvenuto nel corso della Quarta Crociata del 1204. I quattro cavalli di bronzo argentato e dorato sono la più famosa tra le opere trafugate da Costantinopoli.

L'interno lascia senza fiato grazie al luccichio dei mosaici con foglia d'oro realizzati dalla fine dell'XI secolo da artisti greci e veneziani. La basilica custodisce opere di immenso valore, tra le tante possiamo ricordare la Pala d’oro collocata sull’altare maggiore e il tesoro di San Marco. Questa struttura meravigliosa è stata una sorta di cantiere aperto per secoli, tant'è che sono presenti elementi stilistici romanici, bizantini e gotici. 

2 - Aquileia

Aquileia è stata una delle più grandi e cosmopolite città del primo Impero Romano. Fu fondata nel 181 a.C. e, divenuta capitale della X Regione augustea, raggiunse i 100.000 abitanti nel momento di maggior espansione demografica. Fu il principale snodo commerciale e militare fra Italia e provincie orientali. Possiamo ammirare i resti del foro e delle strade che vi confluivano, le banchine del porto fluviale, e tracce di molte ville. Gran parte dell’antica città è ancora sepolta, un vero tesoro da scoprire. Già nel IV secolo divenne il centro dell'evangelizzazione dell'Europa centrale. Del periodo paleocristiano rimangono i pavimenti a mosaico della Basilica Teodoriana, preziosissimi per il loro eccezionale stato di conservazione e per la varietà delle loro simbologie bibliche.

Fu distrutta da Attila nel 452 d.C. e la fuga dei suoi abitanti nella laguna generò Venezia. Carlo Magno ne ridisegnò i confini con il Principato arcivescovile di Salisburgo. Nel 1031 venne conclusa una fase di profondi restauri voluti dal Patriarca Popone, a cui si deve anche la costruzione del campanile, preso poi ad esempio da molte chiese friulane e istriane. Aquileia è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 1998.

3 - Cappella degli Scrovegni

Il Giardino degli Eremitani è posto in una posizione centralissima, ma grazie alle sue dimensioni e ai tortuosi sentierini è un oasi di pace. Nel giardino si trova l'Arena romana costruita nel 70d.C, il più antico teatro  di Padova. Prima di allontanarsi dai giardini merita visitale uno dei maggiori tesori padovani: la cappella degli Scrovegni. La cappella venne innalzata tra 1303 e 1305 come cappella funebre della famiglia Scrovegni e venne interamente decorata da Giotto.

4 - Biblioteca Guarneriana

Nel cuore del piccolo centro medioevale della pedemontana, molto conosciuto per la qualità dei suoi prosciutti, troviamo una biblioteca rarissima, la Guarneriana. Sono conservati circa 12.000 libri antichi, tra i quali di particolare pregio 600 codici, 84 incunaboli, 600 Cinquecentine. La biblioteca è aperta tanto agli studiosi di tutto il mondo, quanto alle persone che vogliono visitarla per scoprire i tesori custoditi. Il primo nucleo della biblioteca è nato per la volontà di Guarnerio dei Signori d'Artegna, erudito e copista del Quattrocento, attivo prima a Roma, e poi in Friuli ai massimi livelli politici ed ecclesiastici. Nacque così nel 1466 la prima istituzione di pubblica lettura in regione e fra le prime in Italia. Con l'antar del tempo altri lasciti si sono uniti al primo nucleo. La biblioteca pubblica è rimasta quasi intatta nel tempo ed è ritenuta uno dei più significativi e coerenti fondi documentari dell'Umanesimo latino in Italia.

5 - Laguna di Marano e Grado

Un sistema di zone umide con isolette che compaiono e scompaiono a seconda delle maree. Terre che assomigliano a delle illusioni, dove sbocciano i fiuri de tapo, e che hanno stimolato la fantasia di poeti e artisti. Sulle isolette si ergono i casoni, vecchie abitazioni costruite dai pescatori in origine solo con materiali naturali proveninenti dalla laguna stessa, e oggi, in alcuni casi, divenuti ghiotti ristoranti. Qui Pasolini scelse di girare la sua Medea, a queste terre dedicò i suoi versi Biagio Marin e le sue suggestioni Claudio Magris.

6 - La cinta muraria di Pirano

La cinta muraria di Pirano viene menzionata già nel VII secolo, periodo nel quale circondava la parte più antica della città all’estremità della penisola, la cosiddetta Punta. Con la graduale espansione della città crebbe anche la cinta muraria che di volta in volta includeva nuovi quartieri. Sotto l’autorità dei veneziani, Pirano cominciò a crescere e svilupparsi rapidamente. Durante il dominio della Repubblica di Venezia, che durò più di mezzo millennio, fu costruita l'ultima parte delle mura con torri di difesa nella parte sud-occidentale della città come protezione contro le invasioni turche. La parte meglio conservata delle mura, sul declivio del Mogoron, è aperta al pubblico ed entusiasma i visitatori con un panorama che abbraccia tutto il centro storico della città.

7 - Parco naturale delle Saline di Sicciole

Nel Golfo di Trieste e in Istria c’erano un tempo tante saline di varie dimensioni (a Muggia, Capodistria, Isola e Lucia); ad oggi, tuttavia, si sono preservate solo quelle di Strugnano e Sicciole. Dal 1989, le Saline di Sicciole sono protette come parco naturale. La parte settentrionale del parco, dove sugli estesi campi il sale viene ancora prodotto secondo la tradizione lunga oltre 700 anni, è chiamata Lera; la parte meridionale, detta Fontanigge, dove la salicoltura è stata abbandonata, offre una vista completamente diversa: numerosi uccelli, estesi prati di alofite e oltre 100 ruderi delle vecchie case dei salinai donano a quest’area un'immagine inconfondibile.

Nelle Saline di Sicciole il passato e il presente vanno di pari passo. Un tempo, il sale era una preziosa materia prima e merce strategica, apprezzata soprattutto per le sue qualità nella conservazione degli alimenti e nella produzione della polvere da sparo. Oggi le saline sono soprattutto un incomparabile ecosistema che permette di conservare il patrimonio naturale e culturale dell’area. Sugli scaffali dei negozi, al sale piranese è riservato un posto d’onore, poiché è prodotto con la cristallizzazione naturale, a mano, con l’aiuto di attrezzi e procedure che seguono la tradizione centenaria. Una passeggiata per il vasto parco delle saline può continuare con una visita al Museo delle saline e con l'acquisto di sale puro o altri prodotti a base di sale, e concludersi con un momento di totale relax nel centro benessere Thalasso Spa Lepa Vida.

8 - Parco naturale di Strugnano

Le condizioni naturali favorevoli della penisola di Strugnano, in particolare il clima marino e la posizione riparata, hanno permesso l'insediamento e lo sviluppo di attività economiche tradizionali, come la salicoltura, la pesca e l'agricoltura. Per secoli, Strugnano visse in stretta interdipendenza con la vicina Pirano e rappresentò il suo naturale entroterra economico. Alla fine del XVIII secolo, la località era conosciuta soprattutto per i primi ortaggi e la frutta, in seguito, invece, si cominciarono a coltivare sulle terrazze soleggiate anche gli ulivi, i cachi e i carciofi.

Oltre al suo tipico paesaggio culturale, l'area è caratterizzata oggi anche da un eccezionale ambiente naturale, protetto dal 1990 come parco naturale. Un ricco mondo sottomarino, una costa naturale con una scogliera a strapiombo sul mare alta più di 80 metri, l'unica laguna marittima slovena e le saline più piccole e più settentrionali ancora attive dell'Adriatico – queste sono le caratteristiche principali del parco di Strugnano. Tra le attività interessanti per i visitatori, oltre al passeggiare tra gli uliveti, degustare le specialità locali, osservare i pescatori al lavoro e nuotare nel mare limpido, ricordiamo anche il percorso didattico “Strugnano: ritratta dal mare” e il centro visitatori presso le Saline di Strugnano.

9 - Le grotte di Postumia

Le grotte di Postumia rappresentano il complesso ipogeo più visitato in Europa e l’attrazione turistica slovena che registra il maggior numero di visitatori all'anno. Il sistema di grotte, formato da ventiquattro chilometri di passaggi, gallerie e sale, è uno dei più variegati al mondo. La grotta fu creata dal fiume ipogeo Pivka, che trovò la propria strada verso il mare nel sottosuolo e gradualmente scavò il proprio letto nel corso di due milioni di anni. L'acqua che penetrava attraverso la superficie carsica depositò nel corso dei millenni, goccia dopo goccia, sedimenti di calcite da concrezioni calcaree, creando così stalattiti, stalagmiti, perle, tende, tubicini e altre forme. La formazione più bella della Grotta di Postumia è il Brillante, una colonna di stalagmiti alta 5 metri, simbolo del Carso sloveno.

Visitando la grotta potrete verificare con i propri occhi che il proteo, l’animale sotterraneo più grande del mondo, un tempo conosciuto come “il piccolo del drago”, esiste davvero. La visita del percorso lungo 5 km nella Grotta di Postumia, che offre anche servizi turistici all’avanguardia, è interessante anche per il viaggio in trenino, che percorre circa tre quarti della lunghezza dell'intero percorso. Ulteriori informazioni sulla nascita e sulla formazione di questa “Regina del sottosuolo” e del Carso in generale si possono avere visitando la mostra premiata EXPO grotta Carso. A soli 9 km dalla Grotta di Postumia è possibile visitare un’altra attrazione slovena: l'inespugnabile “miracolo” medievale – il Castello di Predjama, un gioiello incastonato su una parete alta 123 metri, dove regna da più di 800 anni. Il possente maniero è iscritto nel Libro dei Guinness come il castello di grotta più grande al mondo.

10 - La città di Lubiana

L’immagine pittoresca di Lubiana è contraddistinta da una storia vivace e movimentata lunga cinquemila anni; a dare un’impronta inconfondibile alla città sono state soprattutto le opere dell'architetto di fama mondiale Jože Plečnik, grazie al quale la città di Lubiana è considerata uno dei migliori esempi di arte urbanistica del XX secolo. Le opere di Plečnik comprendono l’edificio della Biblioteca nazionale e universitaria, la riqualificazione delle rive del fiume Ljubljanica, in particolare la costruzione del Triplice ponte (Tromostovje) e del Ponte dei calzolai (Čevljarski most), il mercato centrale della città, il teatro estivo Križanke, lo stadio Bežigrad, il complesso monumentale al cimitero Žale e la chiesa di S. Michele a Ljubljansko barje.

L’attrazione più visitata di Lubiana resta il Castello che già da circa 900 anni domina la valle dalla collina che si eleva sopra la città. Il colle e il castello sono raggiungibili con la funicolare o a piedi. Il castello può essere esplorato con una tipica visita guidata, ma non solo: i visitatori sono inviatati ad entrare nella “macchina del tempo” e a rivivere sei periodi storici che hanno segnato la storia del castello e lo sviluppo della città – ad “attendere” i visitatori in ognuna di queste tappe c’è un personaggio che presenta la propria epoca. Lubiana è una città dall’anima verde ed è stata proprio per questo insignita del titolo Capitale verde europea 2016. È attraversata dal fiume Ljubljanica: con un giro in barca è possibile conoscere la città da una prospettiva diversa. Andando a spasso per Lubiana sono degni di una visita il Ponte dei draghi (Zmajski most), il mercato principale, la piazza Prešeren con la chiesa francescana, la cattedrale di S. Nicola, il municipio, il Museo civico di Lubiana, la Galleria Nazionale e il Parco Tivoli.