Le suggestioni musicali


1 - Conservatorio G. Tartini

Non abbiamo notizie certe riguardo passaggi di Giuseppe Tartini a Trieste. In varie lettere Tartini però fa riferimento a Trieste, anche indirizzandone qualcuna al nipote Pietro che vi viveva. In omaggio al compositore piranese venne intitolato il Liceo Musicale "Giuseppe Tartini", che iniziò la sua attività nell'ottobre 1903. Allo stesso tempo a Trieste era attivo anche l'Istituto Musicale triestino, denominato "Conservatorio Giuseppe Verdi". Nel 1932 i due atenei si fusero e diedero vita al primo nucleo dell'attuale Conservatorio "Giuseppe Tartini". Nel 1992, trecentesimo anniversario della nascita di Giuseppe Tartini, il Conservatorio ha celebrato la ricorrenza con l'intitolazione della nuova sala al compositore istriano. Grazie anche al presente Progetto Interreg verrà allestita una sala museo dove ammirare i reperti tartiniani posseduti dal Conservatorio.

2 - Rive cittadine

Alcuni luoghi possono conciliare meglio di altri l'ascolto musicale. Le rive cittadine sono sicuramente uno di quei posti magici dove astrarsi e dedicare la propria attenzione all'ascolto muscale. Le rive possono essere percorse in tutta la sua lunghezza, rimanendo sempre a ridosso del mare e trovando frequenti panche dove sedersi.

3 - Barcola

La riviera di Barcola è una lunga passeggiata che conduce da una pineta con annesso parcheggio, fino al castello di Miramare. Tutto il percorso è su un selciato pedonale, con la copertura di pini marittimi e una siepe di oleandri e frequenti panchine dove fermarsi. Qui ad attrarre l'attenzione è solo il mare con le sue onde. Il luogo perfetto per un ascolto rilassante.

4 - Colle di San Giusto

Il colle di San Giusto è il cuore storico della città e i suoi edifici sono i testimoni delle varie fasi attraversate. Dapprima fortificato in epoca preistorica, successivamente divenuto il cuore della città romana. I resti ancora visibili nel piazzale sono il Foro e la Basilica civile di epoca romana, mentre dentro al campanile si intravedono i Propilei, l’ingresso monumentale al colle. Il castello, posto sulla sommità del colle, venne costruito in varie fasi a partire dalla fine del XV secolo. Negli anni ’30 del Novecento venne risistemato così come lo vediamo oggi. 

Altro elemento chiave del Colle è la Basilica di San Giusto. In origine sul luogo si ergeva una chiesa paleocristiana del V secolo di cui rimane qualche traccia dei pavimenti, sostituita da due basiliche parallele, una dedicata a Santa Maria Assunta e l’altra a San Giusto, costruite tra IX e XI secolo. Agli inizi del XIV secolo le due chiese furono unite congiungendole con una navata centrale, così che la chiesa divenne a cinque navate. All’interno si possono ammirare i mosaici dell’abside di sinistra con la Madonna tra gli Arcangeli del XII secolo e di quella di destra con il mosaico di Cristo tra San Giusto e San Servolo del XIII secolo. Il mosaico della navata centrale è invece del 1932. Sulla sinistra si apre la Cappella del Tesoro.

5 - Castello di Miramare

Il castello venne costruito tra il 1856 e il 1860 come residenza per l'arciduca Massimiliano d'Asburgo e la moglie Carlotta del Belgio. L’ingegnere austriaco Carl Junker  lo progettò in stile eclettico, fondendo armoniosamente elementi gotici, medievali e rinascimentali, secondo la moda architettonica dell’epoca. La dimora ospita al primo piano gli appartamenti privati dell'arciduca, mentre al primo piano si aprono le splendide sale di rappresentanza. Gli arredi che vediamo sono ancora gli originali ell'epoca. 

La sistemazione del immenso parco fu curata dallo stesso Massimiliano, che scelse statue, fontane, un giardino all'inglese, uno all'italiana, una collezione di piante rare ed esotiche. In un'ala delle scuderie del castello, poste all'ingresso del parco, si può ammirare il nuovissimo BioMa, il Museo immersivo dell'Area Marina Protetta di Miramare gestito dal WWF. Nell'altra ala si susseguono invece mostre temporanee di grande richiamo.

6 - Civico museo teatrale Carlo Schmidl

Il Civico Museo Teatrale documenta la vita del teatro e della musica a Trieste dal Settecento ai giorni nostri. Costumi e gioielli di scena, manifesti, locandine, fotografie, stampe, medaglie, dipinti, strumenti musicali, oggettistica, fondi archivistici e manoscritti autografi costituiscono l’ossatura di un teatro della memoria che da quasi un secolo incrementa le sue collezioni nello spirito del suo fondatore.

Il primo piano offre un percorso espositivo dedicato alla storia degli edifici teatrali ed ai protagonisti della musica e dello spettacolo a Trieste lungo un arco di oltre due secoli. Una significativa sezione dell’esposizione è dedicata alla raccolta di strumenti musicali, europei ed extraeuropei, e alla fedele ricostruzione del laboratorio del liutaio triestino Francesco Zappelli. L’esposizione di strumenti musicali, con particolare attenzione a quelli meccanici, procede al secondo piano del palazzo, dove trovano collocazione anche gli spazi dedicati alla memoria di Giorgio Strehler. Sono molto forniti i servizi di documentazione e consultazione a disposizione degli studiosi.

7 - Statua Carlo VI

Nel 1719 Carlo VI d'Asburgo istituì il Porto Franco a Trieste, trasformando una piccola cittadina nel principale porto dell'Impero asburgico. Nove anni dopo l'imperatore giunse in città, e l'amministrazione riconoscente decise di dedicargli una monumento sulla maggior piazza cittadina. Per riuscire a realizzare in tempi rapidi la prima statua venne realizzata in legno dorato, finchè nel 1754 venne sostituita dall'attuale in pietra, opera dello scultore veneziano Lorenzo Fanoli. Dall'alto della sua colonna Carlo VI indica il mare, dal quale arriva la fortuna della città che sta guardando. Carlo VI è figlio di Leopoldo I, la cui statua spicca in Piazza Borsa, ed è padre di Maria Teresa, la sovrana tanto amata che ridisegnò l'urbanistica cittadina. Carlo VI nel 1723 venne incoronato re di Boemia con solenni celebrazioni a Praga. Giuseppe Tartini fu uno degli artisti chiamati a suonare per questo evento.

8 - Prato della Valle

Prato della Valle è la più grande piazza di Padova, e una delle più grandi d'Europa e per i padovani è per antonomasia il "Prato". Il grande spiazzo ha al suo centro un giardino ellittico, circondato da un fossato. L'aspetto elegante del Prato è dato dalla doppia fila di statue, una interna e l'altra esterna che corrono lungo tutto il canale. Le statue sono dedicate alle personalità di maggior spicco vissute in città, e tra di esse al n. 29 spicca quella di Giuseppe Tartini, realizzata da Sebastiano Andreossi nel 1806. Il Maestro delle Nazioni sostiene un medaglione, all'interno del quale è ritratto Antonio Vallotti, suo amico e collega presso l'Orchestra del Santo. 

9 - Orto botanico

Tra la Basilica di Sant'Antonio e Prato della Valle troviamo un'oasi verde, il più antico orto botanico universitario al mondo, fondato nel 1545. L'orto venne creato per permettere agli studenti universitari di conoscere le piante dalle quali ricavare i medicamenti naturali, quelli semplici. Proprio per questo motivo gli orti botanici vengono chiamati Giardini dei semplici. Visto il valore curativo le piante venivano spesso rubate duranti le notti, finché non venne costruito il grande muro di cinta ancora esistente. Ora in quest'oasi di pace possiamo trovare circa 7000 esemplari appartenenti a 3500 specie botaniche. La pace del luogo offre una grande concentrazione per l'ascolto musicale, e una suggestione ci viene offerta dal pensiero che Tartini lavorava a pochi passi da quest'orto, e che forse anche lui vi si recava per trovar serenità.

10 - Giardini degli Eremitani e Cappella degli Scrovegni

Il Giardino degli Eremitani è posto in una posizione centralissima, ma grazie alle sue dimensioni e ai tortuosi sentierini è un oasi di pace. Nel giardino si trova l'Arena romana costruita nel 70d.C, il più antico teatro di Padova. Prima di allontanarsi dai giardini merita visitale uno dei maggiori tesori padovani: la Cappella degli Scrovegni. La cappella venne innalzata tra 1303 e 1305 come cappella funebre della famiglia Scrovegni e venne interamente decorata da Giotto.

11 - Museo del Violino

Per ogni appassionato di violino una visita al museo cremonese sarà un momento di grande interesse. Il museo si articola in più sezioni che consentono di scoprire i segreti di una scuola di liuteria famosa in tutto il mondo, origini, diffusione e vicissitudini occorse nel corso dei secoli. Per calarsi ancor più in quell'epoca è stata ricostruita la bottega di un liutaio tipo ed è anche possibile sfogliare i libri virtuali che tramandano e le storie delle maggiori famiglie di liutai cremonesi nell'epoca classica. Il cuore prezioso del museo è l'esposizione dei più importanti strumenti dei classici cremonesi, troviamo strumenti di Stradivari, Amati e Garnieri.

12 - Museo degli strumenti musicali

Il Civico Museo degli Strumenti Musicali, ospita più di 800 opere dal secolo XVI alla seconda metà del Novecento. Per importanza e numero dei reperti è uno dei più significativi in Europa e il secondo in Italia, dopo quello di Roma. Alcuni strumenti sono stati restaurati e vengono utilizzati in occasione di conferenze e concerti, peremettendo così di apprezzare la 'voce' degli strumenti e l'evoluzione tecnica degli strumenti. Il museo situato all'interno del castello Sforzesco custodisce una tela con il ritratto anonimo di Tartini da giovane.

13 - Museo internazionale e biblioteca della musica

Nel centro di Bologna una biblioteca musicale conserva e orgogliosamente mostra quasi 100.000 documenti musicali tra spartiti, partiture, libretti, lettere, libri a stampa e manoscritti. Bologna è stata anche la patria di Padre Martini, musicista quotatissimo con cui Tartini si è confrontato per buona parte della sua vita e da cui ha avuto occasione di studiare anche Mozart durante un viaggio in Italia. Al museo possiamo vedere ancora gli spartiti di studio del grande musicista allora quattordicenne.

Una ricostruzione di una laboratorio di un liutaio ci racconta come Bologna sia stata un importante centro di produzione di strumenti ad arco già nel 1400, rifiorita nel Novecento. Nel museo è custodita la famosa litografia "Il sogno di Tartini" di François-Séraphin Delpech del 1824 che ritrae Tartini con il Diavolo, divenuta una vera icona senza tempo.

14 - Casa Tartini

La casa natale del compositore e violinista Giuseppe Tartini è un monumento culturale importante, ubicato tra una serie di edifici sul lato nord dell’allora porto (mandracchio) e dell’attuale piazza che dal tardo Medioevo rappresenta lo spazio urbano centrale di Pirano.

L’edificio si erge sul luogo dove sorgeva una casa gotica, costruita nel XIV secolo da una rispettabile famiglia piranese di navigatori, i Pizagura. Quando, alla fine del XVII secolo, Giovanni Antonio Tartini e Caterina Zangrando si sistemarono lì dopo il matrimonio, la casa era di proprietà della famiglia della sposa, uno dei casati più antichi e in vista di Pirano. Da allora la casa fu più volte riedificata e riqualificata. I dipinti murali furono creati in maggior parte su commissione da parte del nipote di Giuseppe Tartini, Pietro Tartini, che ereditò il patrimonio del compositore. Agli inizi del XIX secolo, la casa natale di Tartini passò a nuovi proprietari, il casato dei Vatta, che onorò il noto parente con una targa commemorativa sulla facciata principale della casa; nel 1885, invece, il podestà Pietro Vatta fece intitolare la piazza dinanzi alla casa – che allora non aveva un nome ufficiale – a Tartini.

Nella casa, oggi di proprietà della Comunità degli italiani Giuseppe Tartini, si svolgono eventi culturali, mostre e altri laboratori artistici. Nella stanza di Tartini sono esposti alcuni suoi oggetti personali del musicista, raffigurazioni, manoscritti e lavori di carattere scientifico. Il percorso interattivo museale che porta in quasi tutti gli spazi della casa offre al visitatore la possibilità di vivere un’esperienza virtuale della vita di Tartini e del suo lavoro.

15 - Piazza Tartini

La Piazza Tartini risplende su molte cartoline di Pirano. Spesso il panorama della città si estende dalla dominante Chiesa di S. Giorgio sul promontorio fino al centro storico urbano, rappresentato proprio dalla piazza Tartini situata sul lungomare. Poco più di cent’anni fa, in questo luogo si apriva ancora una piccola e calma insenatura – un porto per le barche di minori dimensioni e per i natanti dei marinai piranesi – che alla fine del XIX secolo cominciò a trasformarsi con l’estensione del molo esterno, la trasformazione del porto e la demolizione del ponte levatoio. Il cronista della città, Bartolomeo Tamaro, riporta la testimonianza di un mandracchio già ridotto ad un acquitrino puzzolente a causa delle impurità dovute alla scarsa manutenzione.

Nel 1885, Pietro Vatta, esponente di spicco del casato dei Vatta, a quell’epoca il proprietario della casa dell’artista, fece intitolare la piazza antistante – che allora non aveva un nome ufficiale – all’artista. Come podestà piranese propose di interrare il vecchio porto, ma la sua morte impedì la realizzazione del progetto. L'idea fu però ripresa nel 1894 dal suo successore, il dott. Domenico Fragiacomo, che affidò i lavori a Pietro Petronio, un imprenditore piranese. Con traini a cavallo e asino furono trasportati e riversati nel mandracchio 6000 carri di materiale. Nel 1895 furono erette, all’ingresso in piazza, le aste per le bandiere; l’anno successivo, con grandi cerimonie, fu inaugurato il monumento a Giuseppe Tartini. Nel 2009, il progetto di rifacimento dell’attuale piazza ellittica in pietra bianca fu affidato all'architetto Boris Podrecca.

16 - Monumento di Tartini

Nel 1896, fu inaugurato sulla piazza principale, con grandi cerimonie, il monumento a Giuseppe Tartini, portato fin qui da Venezia con l’omonimo vaporetto. La realizzazione del monumento era stata affidata allo scultore accademico veneziano Antonio Dal Zotto, mentre la lavorazione delle pietre per il piedistallo fu affidata allo scalpellino triestino Antonio Tamburlini. Le celebrazioni per l’inaugurazione del monumento furono un evento di massa: Pirano fu raggiunta per l’occasione da più di 4660 visitatori provenienti soprattutto via mare, per mezzo di vaporetti e altre navi.

La struttura bronzea di Tartini, che supera l’altezza naturale (2,45 metri), domina la piazza dall’alto di un piedistallo alto 4 metri. Tartini è raffigurato in un momento di passaggio che possiamo solo immaginare, con un violino nella mano sinistra e un arco nella mano destra – forse prima o subito dopo un concerto, mentre accenna un leggero inchino al pubblico o contempla, sovrappensiero, la sua casa natale che si trova a pochi metri di distanza.

17 - Mediadom Pyrhani

Mediadom Pyrhani è un centro culturale e un museo multimediale che vi accompagna, come una macchina del tempo, in un viaggio attraverso venti secoli di storia, dall’antichità alla Pirano odierna. Con il film in 3D e animazioni interattive presenta la storia e l’evoluzione culturale di questa compatta città dedita alla pesca, circondata da possenti mura e orlata dalle saline. Il percorso permette ai visitatori di conoscere anche i personaggi più illustri della città, di scoprire i resti archeologici, la colonna infame, nonché le manifestazioni tradizionali e gli eventi culturali che si svolgono in città.

In verità, Mediadom è già di per sé un sito archeologico. Durante la ristrutturazione degli spazi furono trovati infatti i resti dell’antica chiesa di S. Filippo, costruita nel 1374 e demolita nel XIX secolo, e un corridoio sotterraneo, probabilmente usato come cripta. Fino a non molto tempo fa, l’edificio era sede della Banda cittadina, in cui gli allievi della scuola di musica di Pirano si esibivano con i loro primi concerti. Oggi hanno qui luogo numerosi eventi: concerti, proiezioni di film e spettacoli teatrali, tavole rotonde, conferenze e laboratori.

18 - La Falesia di Strugnano

A Strugnano, il giovane Giuseppe trascorse un’infanzia allegra e spensierata. Attorno al 1700, la famiglia piranese dei Tartini fece costruire qui, vicino alla piccola chiesa di S. Basso, una villa di campagna con una vista spettacolare sul mare e la città di Pirano. Il loro podere si estendeva dalla costa fino alla croce di Strugnano e comprendeva vasti uliveti, campi di sale e una zona per l’allevamento ittico. L’immagine odierna di Strugnano riflette in molti aspetti quella ai tempi di Tartini. Nel corso dei secoli, la città visse in stretto rapporto con la vicina Pirano. Mentre Pirano, nata sulle fondamenta di un insediamento risalente alla tarda antichità, si sviluppò in una tipica città medievale, Strugnano rimase il naturale retroterra economico della città con eccellenti condizioni climatiche per la salicoltura e terreno fertile per la coltivazione di vegetali, ortaggi, frutta, olivi e viti.

Le attività economiche tradizionali, come l'agricoltura a terrazze, la pesca costiera e la salicoltura artigianale che continuano a vivere tutt’oggi, hanno contribuito nel corso del tempo alla creazione di un paesaggio culturale che si difese dall'eccessiva urbanizzazione, fino a diventare l'unico esempio di insediamento a case sparse in tutta la costa slovena. Le attrazioni naturali di Strugnano includono sicuramente la falesia lunga 4 chilometri e alta 80 metri che si erge ripida sopra il mare offrendo dei punti panoramici unici nel loro genere, raggiungibili percorrendo il sentiero sul costone roccioso, da dove si può ammirare tutto il Golfo di Trieste. La natura incontaminata, oggi protetta come parco naturale, offre innumerevoli possibilità per godersi una passeggiata in riva al mare ai piedi delle possenti scogliere, lungo i sentieri naturali sino all’eccezionale punto panoramico presso la croce di Strugnano, o per visitare le saline di Strugnano attive già da più di 700 anni.

19 - Tartini Festival

Il Tartini festival è un festival estivo internazionale di musica da camera dedicato a uno dei maggiori artisti e compositori europei del XVIII secolo, Giuseppe Tartini. Oltre alle sue opere il festival presenta anche i capolavori di altri compositori sloveni e non, nonché altri lavori di artisti contemporanei ispirati dall'arte di Tartini. Nel suggestivo ambiente costiero risuonano le note del celebre violino di Tartini con il repertorio dei suoi lavori eseguiti dai migliori musicisti – durante le serate del Festival Tartini Gold, dedicato agli intenditori di musica classica, durante i concerti all’aperto pensati per un pubblico più ampio (Tartini sotto le stelle), o durante gli open day presso le istituzioni musicali slovene.

Già dal 2002 il Festival si svolge ogni anno in agosto e in settembre, ospitando i migliori musicisti che collaborano con orchestre di fama mondiale, come l’Orchestra filarmonica di Berlino, l’Academy of St. Martin in the Fields, la London Symphony Orchestra, la Camerata Academica Salzburg e la Chamber Orchestra of Europe. Negli ultimi anni i solisti che si esibiscono al festival sono accompagnati dall'ensemble Il terzo suono, composto da membri di varie orchestre internazionali che opera sotto la direzione artistica del famoso Sergio Azzolini.

20 - Teatro Tartini

Il Teatro Tartini è uno dei monumenti principali della cultura cittadina a Pirano. Il lungo dominio della Repubblica di Venezia lasciò in questa città un segno indelebile, mentre solo gli ultimi decenni del XIX secolo, con lo sviluppo dell'industria e l’espansione economica, portarono a più estesi interventi edili nel borgo medievale. A quel tempo, l'antico porto (il mandracchio) venne interrato e fu creata una nuova piazza centrale; sulla costa fu ampliato il porto esterno e realizzata una diga frangiflutti con materiale di riporto. Nella nuova area di espansione urbanistica che si stava delineando, sorsero gradualmente nuovi edifici di rappresentanza, tra cui anche il teatro. L'iniziativa per la sua costruzione all'inizio del XX secolo fu anche legata al rapido sviluppo del turismo nella vicina Portorose, che da un modesto insediamento si trasformò in una località di villeggiatura mondana.

L'edificio fu quindi costruito nel 1910, ai tempi della monarchia asburgica e nel periodo in cui le novità del fin-de-siècle cominciarono a sostituire le forme di ispirazione classica. L’edificio rappresenta, di fatto, un intreccio di stili senza nette demarcazioni. Il teatro fu ristrutturato più volte; l’intervento più recente risale al periodo tra il 1998 e il 2000. Tra gli elementi di pregio spicca soprattutto il soffitto della sala, diviso in quattro segmenti al centro dei quali è dipinto un piedistallo con figure femminili – muse o dee greche, protettrici delle scienze e delle arti. L’arco del grande proscenio è ricco di decorazioni geometriche, vegetali e figurali; attorno alla sala scorre una galleria a due piani con loggioni e palchi.

21 - Chiesa di San Francesco e Convento dei frati Minori

I frati Minori arrivarono a Pirano prima ancora dell’inizio della costruzione della chiesa e del convento. La Chiesa di San Francesco, che risale all'anno 1301, fu costruita in stile gotico, e nel corso dei secoli subì diverse ristrutturazioni sostanziali, fino a riflettersi, ora, in un'immagine prevalentemente barocca che assunse tra il XVIII e il XIX secolo. Un tocco particolare è dato dall'edicola rinascimentale, un pulpito con forme di particolare pregio, numerosi altari e preziosi dipinti di pittori veneziani del XVII e XVIII secolo. Sotto il pavimento della chiesa si trovano le tombe di numerose famiglie piranesi, tra cui anche quella dei Tartini.

Il convento vanta di una biblioteca che conserva anche esemplari del XV secolo e molte opere di letteratura musicale, mentre il chiostro offre un’acustica unica – è proprio per questo che già da molti anni ospita numerosi eventi musicali importanti, come le Serate musicali piranesi e il Tartini Festival.

22 - Chiesa parrocchiale di S. Giorgio e battistero di S. Giovanni Battista

La chiesa barocca con il campanile indipendente e un battistero domina il promontorio sopra la città di Pirano. Il pendio del promontorio con il complesso sacrale è sorretto da archi di sostegno. L’odierno edificio di culto sorge dove prima si trovava una chiesa gotica usurata che fu riedificata dopo il 1595, per essere poi ultimata e consacrata nel 1637. L’odierno duomo è la più grande chiesa di Pirano ed è dedicato al santo patrono della città, San Giorgio, che stando alla leggenda salvò la città da una furiosa tempesta. Parte della ricca collezione e degli oggetti sacri della chiesa sono esposti nel museo parrocchiale di S. Giorgio; tra essi spicca la statua d'argento San Giorgio su un cavallo e un reliquiario a forma di gamba. Anche il lapidario e la grotta archeologica meritano una visita.

Il campanile fu costruito successivamente nel XVII secolo; il dominio veneziano si riflette in modo particolare nelle sue forme, ideate seguendo l'esempio del campanile di S. Marco a Venezia. Insieme alla statua rotatoria dell'Arcangelo Michele, posta in cima all’edificio e che si muove a seconda del vento, è alto 46,45 metri. Dalla cima del campanile, dove è possibile salire, si può ammirare un panorama stupendo sulla città e sul Golfo di Trieste. Il battistero ottagonale di S. Giovanni Battista fu costruito durante la ristrutturazione del complesso sacrale nel 1650. L'elemento più antico nel battistero è una lapide romana del I secolo, trasformata in fonte battesimale. Il piranese più famoso, Giuseppe Tartini, fu battezzato proprio qui, l'8 aprile del 1692.

23 - Scuola di musica di Capodistria

La Scuola di musica di Capodistria, con le sezioni di Pirano e Isola, è una delle maggiori scuole di musica in Slovenia e membro dell’Associazione delle scuole di musica slovene. L’importante istituzione culturale ha recentemente festeggiato il 70° anniversario della sua fondazione – fu fondata, infatti, il 21 dicembre 1948 e nel corso di questi decenni di attività ottenne risultati invidiabili nell’ambito dell’educazione e della formazione musicale: dal 1971 ad oggi, numerosi solisti, ensemble di musica da camera e orchestre hanno partecipato a gare e rassegne nazionali ed internazionali. L’alta qualità dell’attività pedagogica è attestata dai successi annuali degli studenti che dopo aver completato l'istruzione secondaria nell’ambito del ginnasio artistico con indirizzo in musica e arti figurative, attivo dall'anno scolastico 1999/2000, si sottopongono ad esami di ammissione per gli studi universitari e di alta formazione musicale in Slovenia e all'estero.

Dal 1955, la Scuola di musica di Capodistria ha la sua sede negli spazi del palazzo Gravisi-Barbabianca, uno degli edifici più eminenti tra i palazzi di Capodistria, costruito in stile tardo romanticismo alla fine del XIX secolo. La struttura è stata riadattata per soddisfare le esigenze della scuola, mantenendo però all’interno tutti gli elementi di maggior pregio, tra cui l’ingresso, la scalinata ornamentale e la sala principale.

24 - Accademia di musica di Lubiana

L’Accademia di musica dell’Università di Lubiana è l’unico istituto universitario per l’alta formazione musicale in Slovenia. Prima dell'odierna accademia furono istituiti il Conservatorio del Centro musicale di Lubiana (1919-1926) e il Conservatorio di Stato (1926-1939). L'Accademia svolge le sue attività pedagogiche, artistiche e di ricerca attraverso percorsi di studio che comprendono ambiti tematici quali composizione e teoria, direzione, canto, strumenti a tastiera, ad arco, a corda e a fiato, nonché ottoni e percussioni; sono inoltre attive una cattedra di musica sacra e una di pedagogia musicale.

Ogni anno, i migliori studenti danno vita ad oltre 150 esibizioni pubbliche divise in tre cicli: nel ciclo di concerti dell’orchestra sinfonica, di fiati e d'archi da camera e cori da camera, misto e gregoriano, nel ciclo dei concerti da camera e, infine, in quello solistico. L’attività di ricerca si svolge soprattutto presso il Dipartimento di composizione e teoria musicale, il Dipartimento di pedagogia musicale e nell’ambito del Simposio internazionale annuale di musicologia. L’Accademia di musica collabora strettamente con varie istituzioni slovene e internazionali. L’alto livello artistico e professionale delle sue attività trova conferma anche a livello internazionale con le eccellenti esibizioni dei suoi studenti, gruppi o solisti, a Berlino, Vienna, Graz, Amsterdam, Salisburgo, Trieste, Zagabria, Amburgo, Belgrado e in altri importanti centri musicali.

La sede dell'Accademia è nel palazzo Stiški dvorec; l’edificio, costruito nello stile del primo barocco, si trova in una posizione privilegiata nella piazza Stari trg nel centro storico di Lubiana.

25 - Museo del mare Sergej Mašera di Pirano

Il Museo del mare ha la sua sede nel palazzo Gabrielli del XIX secolo, costruito – come molti altri edifici di Pirano in quell’epoca – in stile neoclassico. Il palazzo che si erge sulle rive in prossimità del porticciolo cittadino fu un tempo la dimora di Pierfelice Gabrielli, cittadino rispettabile, eletto sindaco di Pirano nel 1848. Il museo venne fondato nel 1954 come Museo civico e porta il nome odierno dal 1967, in onore dall’eroe nazionale sloveno Sergej Mašera, ufficiale della nave militare della marina reale jugoslava.

L’attività museale comprende lo studio della storia marittima slovena e i comparti industriali legati alla settore marittimo, quali la produzione del sale, la pesca e il commercio marittimo, presentati nelle collezioni del museo ubicate sia presso il Palazzo Gabrielli sia presso le altre sedi dislocate: al Museo dei salinai presso il Parco Naturale delle Saline di Sicciole (Fontanigge), nella collezione etnografica Casa di Tona a S. Pietro, nella collezione di cantieristica tradizionale e sviluppo degli sport acquatici nell’esposizione Monfort a Portorose, nella collezione di modellismo navale al Museo della Parenzana a Isola e, infine, nella Stanza ricordo Giuseppe Tartini nella sua casa natale a Pirano.

26 - Museo regionale di Capodistria

Il Museo regionale di Capodistria fu fondato nel 1910 e dalla fine della prima guerra mondiale ha la sua sede nello stupendo palazzo Belgramoni-Tacco realizzato in stile barocco nel centro storico civico di Capodistria. Il museo custodisce stemmi nobiliari, dipinti, armi, statue rinascimentali, antichi strumenti musicali, medaglie e uniformi di periodi più recenti; la sala principale del museo al piano nobile dell’edificio, il lapidario all'aperto e il giardino AS offrono ambienti piacevoli per numerosi spettacoli musicali e altri eventi che si svolgono durante tutto l'anno.

Con una storia lunga più di cento anni, il museo di Capodistria è il museo più grande dell’Istria slovena e con le sue ricche collezioni abbraccia i periodi che vanno dalla preistoria e dall'epoca romana fino allo splendore dei tempi veneziani e alla storia recente. Un posto speciale è occupato da una collezione musicale rappresentante la vita artistica delle città costiere dell’odierna Slovenia dal Medioevo alla fine del XX secolo e la tradizione musicale del XIX e XX secolo in due aree più estese: l’Istria settentrionale, la Ciccaria (Čičarija), i Birchini (Brkini) e la zona di Ilirska Bistrica.